"Le origini"

Il nome di Bressanvido compare per la prima volta in un documento del 975(1), fatto stilare dal vescovo di Vicenza, Rodolfo, che intendeva beneficare il monastero cittadino dei santi Felice e Fortunato. L’ente monastico da anni versava in gravi condizioni economiche, soprattutto a causa delle devastazioni di popolazioni barbariche, gli Ungari, avvenute in particolare tra la fine del IX e l’inizio del X secolo e che avevano interessato anche il Vicentino. Rodolfo quindi si preoccupò di "restaurare e rinnovare" questo monastero confermandogli tutti i possedimenti e donandogliene parecchi altri, tra cui ai nostri fini spiccano quattro curtes (le fattorie dell’epoca) con la pieve, le cappelle, le pertinenze e le decime, il tutto situato in Braydo Sancti Viti, Bressanvido appunto.
Con questo non si vuole dire che il paese sia nato solamente nei lustri immediatamente precedenti la fine del primo millennio cristiano. La sua origine potrebbe essere infatti più lontana e rimontare all’inizio del secolo X, come attesta un’iscrizione su marmo presente nel salone d’ingresso dell’attuale Palazzo Mezzalira, che non è altro che l’antica "corte" dei monaci benedettini, i quali, come vedremo, vi abitarono saltuariamente dal 902 al 1807. La scritta è qui importante perchè fissa nel 902 l’inizio del possesso per il monastero dei 500 campi di "vegra", possesso sulla cui legittimità il Comune di Bressanvido più di settecento anni dopo avrebbe trovato qualcosa da ridire, rivolgendosi al magistrato veneziano competente, l’Inquisitore sopra i Beni Comunali, per avere giustizia e vedere riconosciuta l’aspirazione ad usufruire liberamente e senza limitazioni di un’area "franca" per il pascolo comune. L’iscrizione, in latino, dice che ...nell’anno circa 902 di nostra salvezza, più volte poi investiti i monaci di tutto il paese di Bressanvido, dopo varie trattative per 738 anni di continuo possesso (e) cause intentate presso diversi magistrati, gli abitanti dello stesso paese di nuovo calunniavano (i monaci) come se avessero usurpato 500 fertilissimi campi di terra chiamata la Vegra e l’Inquisitore sopra i Beni del Comune li condannò assenti. Devoluta la cosa al Collegio dei 20 Sapienti del Veneto Senato, dopo essere stati per lungo tempo in agitazione, mentre ormai disperavano della giustizia, i monaci con nuovo atto di giustizia vengono assolti e confermati nel pacifico possesso il 16 marzo del 1640... Seguono i nomi dei giudici veneziani che emisero la sentenza favorevole al monasteroi(2). Sottraendo i qui citati 738 anni di continuo possesso da 1640 si ottiene proprio 902, la data indicata dall’iscrizione. Il paese di Bressanvido dovette nascere in corrispondenza di questa presenza monastica, all’inizio ci fu magari solo qualche casa non lontana dalla "corte" padronale e poi invece si affermò una presenza più solida, tanto da fare della comunità un’entità in continuo confronto-scontro con quel monastero di San Felice che ne aveva posto le premesse.

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(1) BBV, Archivio Torre, G. MACCÀ, Codice diplomatico vicentino, I, G.7.8.15 (2092), pp. 22r-24r. Il documento si trova in molte copie datate differentemente e spesso scorrette.

(2) La traduzione completa del testo dell’iscrizione lapidea è presente in G. CARRARO, Bressanvido. Notizie storiche, Vicenza 1966, pp. 24-26.

Note a cura del Prof. Giordano Dellai
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